Ascolta una cretina

Mi sono rotta di stare a guardare! Qui provo a raccontare il mio mondo di precaria e di donna viva e piena di interessi.
martedì, 12 febbraio 2008

Mors tua vita mea

Lavoro in quel negozio di abbigliamento da sette mesi, e mi si è aperto un mondo!
Punto primo, ho scoperto tecniche di vendita che non conoscevo. Dovete sapere infatti che il titolare del negozio è fissato con le americanate, e per incrementare le vendite ha studiato frasi e comportamenti ad hoc da fare imparare a memoria a noi commesse! Successo garantito al 100%!
Esempio: entra una signora grassa, con i capelli unti che vuole comprare una t-shirt? Io devo pensare che sia entrata come minimo Claudia Schiffer, e dicendo a me stessa: “Ma quanto è bella e simpatica questa donna!”, guardandola negli occhi devo andarle incontro sorridente, imitare la sua postura e i suoi gesti, tentarla e convincerla ad indossare l’abito da sera più costoso.
A suon di “Mia cara Signora, questo abito le sta a pennello! Vede? Sembra fatto su misura per  Lei! Una donna di classe come Lei dovrebbe avere questo abito nell’armadio!” indurla a comprare il vestito, e a quel punto anche abito, camicia e cravatta per il marito.
Poiché, se prova a non accettare, io ho subito pronte mille frasi ad hoc per convincerla del fatto che tutta quella merce le sia assolutamente indispensabile!
A lungo andare, vi assicuro, queste cose stancano.
Ma non tutti. Una mia collega per esempio si sente potente quando riesce a fare vendite del genere (ve lo giuro, è successo più volte!) e importante perché riesce a manipolare le persone. Non a caso è la responsabile del negozio.
Bene, ieri mattina lei ha fatto una sfuriata all’altra mia collega perché si è lasciata scappare una vendita. L’ha fatta sentire una merda perché dopo averla intortata per un po’, alla fine una cliente se n’è andata senza comprare nulla. Infastidita dalla sua sottile insistenza.
E lo credo bene!!! Io, se non lavorassi lì, non ci metterei piede (anche per via dei prezzi alti).
Sono tornata a casa con lo stomaco chiuso e le lacrime agli occhi. Incazzata nera! Ma dico io, si può essere umiliati così, per guadagnare 800 euro al mese? Si può accettare tali compromessi solo per sopravvivere?
Io non mi posso sposare perché i soldi che i miei mi hanno messo da parte li fare fuori tutti ed ora come ora conviene risparmiare… E devo farmi venire l’ulcera sopportando certe cose?
Oggi è il mio giorno di riposo (perché ho lavorato domenica!!!). Ci ho pensato a lungo e ho deciso di aprire questo blog, ma ci sono tante cose che non i piacciono, non solo dal punto di vista lavorativo. Sapere che altre persone vivono come me, forse mi darebbe sollievo. Mal comune, mezzo gaudio, è poca cosa. Ma intanto è qualcosa.

postato da megliotardi alle ore 16:45 | link | commenti (1)
categorie: lavoro, precariato, indecenze, americanate

Chi sono

Utente: megliotardi
Una, nessuna, centomila? Per mantenermi faccio la commessa. Per necessità ho fatto la segretaria, l'impiegata, la cameriera, la babysitter. Per me un lavoro vale l’altro, detto sinceramente. Non me ne frega niente della carriera. Neanche della laurea, per dirla tutta. Penso al lavoro come fonte di sostentamento. Del resto, non siamo forse tutti obbligati a lavorare, se non vogliamo andare a vivere sotto ai ponti? Non rischiamo di andarci comunque, date le paghe da fame? Io “faccio al commessa”, non SONO una commessa. Non ho nulla contro le commesse, gli operai, gli architetti, gli spazzini, i bancari, dei parrucchieri. Credo che un lavoro non scelto rappresenti solo lo stipendio alla fine del mese, con cui pagare bollette e rate varie, non certo soddisfazioni! Sia chiaro, ritengo che ogni lavoro sia dignitoso (dal pulitore di cessi all’avvocato) ma si possa reputare soddisfatto e immensamente fortunato solo chi svolge il lavoro dei sogni e chi è felice di identificarsi in esso. Per esempio uno scrittore, un musicista, un attore. Un Artista (sia chiaro, non un attore di Carabinieri o un Grande Fratello... un Artista ho detto). Per tutti gli altri, per non impazzire, è essenziale lasciarsi alle spalle il proprio lavoro al termine della giornata, tornare a casa, togliersi le scarpe, stendersi sul divano, leggere un buon libro, mangiare e bere bene, ascoltare della buona musica, vedere un bel film, accarezzare il cane o il gatto, parlare col proprio partner (non di lavoro), coccolarsi, fare l’amore. Scrivere, se si ama scrivere. Cantare, se si ama cantare. Dipingere, se si ama dipingere. Suonare, se si ama suonare. Recitare, se si ama recitare. Andare a teatro, a ballare, al corso di yoga, a quello di cucina, a découpage, a vattelapesca cosa. Fare ciò che si ama fare.

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