Ascolta una cretina

Mi sono rotta di stare a guardare! Qui provo a raccontare il mio mondo di precaria e di donna viva e piena di interessi.
martedì, 12 febbraio 2008

Meglio tardi che mai.

Benvenuti a voi che mi state leggendo.
Ho deciso di aprire questo blog perché il mio limite di sopportazione è stato raggiunto, per motivi lavorativi e personali, e abbondantemente superato!
Mi sono rotta di galleggiare in questa merda che è l’Italia, ma anche il Mondo non è da meno! Mi sono assolutamente rotta di sopravvivere, poiché non mi è permesso vivere!
Meglio tardi che mai!!!
Mi presento: mi piace farmi chiamare Holly, perché un po’ come la protagonista di “Colazione da Tiffany” sono un’eterna sognatrice. Ho un lavoro precario come commessa che mi frutta la bellezza di 800 euro al mese! Vivo in una città del Nord. Ho un ragazzo da 5 anni, ma non possiamo fare progetti perché purtroppo lui è messo male quanto me.
Amo un sacco di cose e ne odio molte di più.
Sto in un ambiente di pura superficialità, ma per fortuna riesco a mantenermi fedele a me stessa. Riesco a non farmi contagiare/contaminare. Ma soffro dannatamente!
Scrivendo su questo blog proverò a sfogare la mia rabbia repressa, le mie frustrazioni, a districare i miei pensieri, a raccontarvi la mia vita, ma cercherò anche di condividere con voi alcune rivelazioni, fatti di cui sono venuta a conoscenza girando qua e là su internet (da prendere con le pinze, ma perché non prestare ascolto?).
Lo farò sempre con il sorriso e la speranza, poiché non voglio certo affogare!
Vi aspetto per un consiglio, un confronto, per leggere le vostre esperienze, per quattro chiacchiere o due risate!
E’ fondamentale non sentirsi soli, o non sentire di essere soli, come preferite.

postato da megliotardi alle ore 14:27 | link | commenti (2)
categorie: presentazioni

Chi sono

Utente: megliotardi
Una, nessuna, centomila? Per mantenermi faccio la commessa. Per necessità ho fatto la segretaria, l'impiegata, la cameriera, la babysitter. Per me un lavoro vale l’altro, detto sinceramente. Non me ne frega niente della carriera. Neanche della laurea, per dirla tutta. Penso al lavoro come fonte di sostentamento. Del resto, non siamo forse tutti obbligati a lavorare, se non vogliamo andare a vivere sotto ai ponti? Non rischiamo di andarci comunque, date le paghe da fame? Io “faccio al commessa”, non SONO una commessa. Non ho nulla contro le commesse, gli operai, gli architetti, gli spazzini, i bancari, dei parrucchieri. Credo che un lavoro non scelto rappresenti solo lo stipendio alla fine del mese, con cui pagare bollette e rate varie, non certo soddisfazioni! Sia chiaro, ritengo che ogni lavoro sia dignitoso (dal pulitore di cessi all’avvocato) ma si possa reputare soddisfatto e immensamente fortunato solo chi svolge il lavoro dei sogni e chi è felice di identificarsi in esso. Per esempio uno scrittore, un musicista, un attore. Un Artista (sia chiaro, non un attore di Carabinieri o un Grande Fratello... un Artista ho detto). Per tutti gli altri, per non impazzire, è essenziale lasciarsi alle spalle il proprio lavoro al termine della giornata, tornare a casa, togliersi le scarpe, stendersi sul divano, leggere un buon libro, mangiare e bere bene, ascoltare della buona musica, vedere un bel film, accarezzare il cane o il gatto, parlare col proprio partner (non di lavoro), coccolarsi, fare l’amore. Scrivere, se si ama scrivere. Cantare, se si ama cantare. Dipingere, se si ama dipingere. Suonare, se si ama suonare. Recitare, se si ama recitare. Andare a teatro, a ballare, al corso di yoga, a quello di cucina, a découpage, a vattelapesca cosa. Fare ciò che si ama fare.

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